Il bimbo ha la febbre, cosa devo fare?

di | Maggio 30, 2019

Si tratta di una delle principali fonti di ansia delle mamme, soprattutto: il bimbo ha la febbre. Si entra in apprensione e talvolta anche nel panico. Perché succede e cosa fare?

Perché viene la febbre

Quello che abbiamo posto è un bell’interrogativo; il modo per dare risposta è capire prima cos’è la febbre. La febbre non costituisce una malattia ma è la risposta dell’organismo ad una condizione che si sta verificando.

Le cause principali della febbre nei bambini, qualunque genitore lo sa, sono infezioni da parte soprattutto provocate da batteri e virus ma anche condizioni diverse sono in grado di provocarla.

Senza andare a scavare nelle situazioni più particolari e meno frequenti, possiamo certamente annoverare tra le cause di febbre la presenza nell’organismo di tossine in grado di alterare il funzionamento del centro di termoregolazione ma anche l’eccessiva esposizione al calore è in grado di creare la stessa alterazione.

Infezione o infiammazione

Tante persone non hanno ben chiara la differenza tra queste due condizioni:
• L’infiammazione è rappresentata da un’alterazione dei tessuti sostenuta soprattutto da un ormone prodotto dal corpo, l’istamina, che viene secreto in risposta ad un allarme del sistema immunitario verso una condizione che altera il normale funzionamento dei tessuti.

Tra le cause più frequenti di infiammazione, ad esempio, quella da contatto con agenti allergizzanti, con un fenomeno localizzato e che non porta quasi mai febbre oppure si può trattare di motivi meccanici, da sfregamento o da macerazione della pelle per un eccessivo ristagno umido.

Spesso questo è accompagnato dall’instaurarsi di una colonia di funghi, una micosi, nella parte affetta. Anche in questo caso quasi mai è presente la febbre.

Diverso il caso in cui l’infiammazione vada a colpire un organo o un apparato. In questi casi la risposta del corpo è sistemica e le sostanze che entrano in gioco in tali casi sono in grado di provocare la febbre che, in genere, si presenta piuttosto modesta.

• L’infezione è rappresentata dall’attacco da parte di microrganismi, in genere batteri e virus, penetrati in una sufficiente quantità nell’organismo e qui riprodotti in quantità tale da manifestare la malattia.

Le infezioni batteriche in genere producono febbri anche parecchio alte che necessitano di essere poste sotto controllo per il rischio di compromissione di organi importanti.
Le infezioni virali tendono a provocare febbri più moderate ma persistenti e con scarsa risposta ai trattamenti.

La febbre nei bambini è sempre da combattere?

La febbre, in realtà, ha due origini: una è l’azione delle tossine prodotte da batteri e virus che si riversano in circolo andando ad alterare il funzionamento del centro di controllo della temperatura.

L’altra origine è un meccanismo di difesa voluto dall’organismo, dal sistema immunitario per creare condizioni inadatte alla sopravvivenza degli agenti che hanno infettato il bambino.

La febbre è da tenere sotto controllo, da gestire in un certo senso, se raggiunge livelli elevati ma se si contiene al di sotto dei 38° è bene non combatterla per agevolare l’azione del sistema immunitario.

Come combattere la febbre

I modi per combattere la febbre sono sostanzialmente due:
• Farmacologico
• Fisico
I due metodi non sono necessariamente alternativi tra loro, possono essere usati in modo integrato.
Il modo farmacologico consiste nella somministrazione di farmaci capaci di ridurre la febbre. Nei bambini si utilizza il paracetamolo (la Tachipirina) che provatamente non è nociva nelle giuste dosi nemmeno per i neonati.

Il metodo fisico consiste nell’applicazione di bende bagnate fredde laddove i sangue scorre più in superficie, quindi nelle ascelle, all’inguine o sulla fronte.

Soprattutto nei bambini non è consigliabile l’applicazione del ghiaccio che indurrebbe un raffreddamento eccessivo, soprattutto se applicato sulla fronte.

Naturalmente, se il bambino presenta febbre che persiste per almeno 48 ore o particolarmente elevata o non risponde al trattamento, è necessario rivolgersi al pediatra che identificherà le cause e instaurerà la terapia più indicata.

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