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Al Citrino vecchi e nuovi rossoblù accolti da un entusiasmo senza precedenti. Standing ovation per Mirabelli
Ormai è il caso di chiamarlo stadio Citrigno. Dopo le scene ammirate ieri, da adesso in poi non si potrà fare altrimenti. La stagione 2008/09 del Cosenza calcio è partita ufficialmente alle 17 di un 18 luglio mai tanto caldo. Il nuovo marchio stampato sul maxischermo della sala centrale del cinema cittadino e sotto (ma anche sopra, in galleria) più di 1500 anime in delirio per due colori e una storia rinata un anno fa e destinata (“squali” permettendo) a scrivere pagine emozionanti in un futuro che non dovrà più permettersi di portare lacrime e dolori. Emozioni, dicevamo, che non si possono descrivere a parole ma ci proviamo lo stesso. Sono le 17.18 e in sala si spengono le luci tra al sottofondo della colonna sonora del film “Il migliore” di Robert Redford. Una voce, quella dell’addetto stampa Valter Leone, accende i motori della platea euforica. «Ecco a voi i pirati della rinascita rossoblù» dice - ed eccoli -, uno ad uno, uscire fuori con un riflettore a seguire i loro passi fin sul palco. Da Toscano (abbronzato e fresco di patentino di seconda categoria) a capitan Parisi, fino ad arrivare a Cosenza, Bacilieri, Chianello, De Miglio Moschella, Zangaro, De Rose, Fabio, Danti, e i tre più applauditi Morelli, Occhiuzzi e Bernardi. I fratelli Ambrosi come un anno fa, questione di scaramanzia, non ci sono. Raggiungeranno i compagni a Spoleto. E poi spazio ai volti nuovi con la musica di “Momenti di gloria” a rendere ancora più esaltante il momento. Guizzetti, Profeta (in stampelle per una frattura al quinto metatarso del piede destro. Il 25 toglierà il gesso), Vallone, e poi Musacco, Carli (tanto alto quanto allucinanto da tanta passione), Braca (altro gigante), Catania e il “piccolo” Galantucci. Finale dedicato al tango argentino dei sudamericani Cantoro, un pò appesantito per quella passione per la carne del suo paese che non riesce a passare, e Spinelli. Applausi e coriandoli rossoblù sulla scena, le luci si riaccendono e i lupi, dal palco, ora possono rendersi conto completamente di cosa è Cosenza. Cori da stadio e il Citrigno sembra tremare. Entrano anche il vice di Toscano, Napoli, e lo staff tecnico al completo con due novità: Luca Altomare (che smette così con l’attività di calciatore) e Roberto Bruni, che aiuterà suo fratello Michele nella preparazione atletica della squadra. Boato naturalmente anche per il massaggiatore-tifoso-fisioterapista più folle della città, Felice Arieta. Stop alla musica, tutto si ferma. Ma non per molto. Pino Turano (Onze-sponsor tecnico) presenta le maglie d’allenamento e la tuta. Il 24 luglio nella sede dell’amministrazione provinciale toccherà alle divise. In platea, in prima fila, c’è anche Mario Oliverio, presidente dell’ente Provincia (sponsor istituzionale), che saluta. Voce, sommersa dai cori che si fanno sempre più insistenti degli ultrà, ora a Stanislao Smurra (Simet), il socio Franco Salerno e Marcello Spadafora, confermato nel ruolo di addetto ai rapporti con la tifoseria. E’il momento della società. Pino Chianello è il primo ad essere chiamato. L’ad lascia per un attimo la sua poltroncina, si gira verso il pubblico e con discrezione torna al suo posto. Entrano anche il padrone di casa, nonchè vice presidente rossoblù, Pino Citrigno che ammette: «Io ho il cuore debole e voi oggi lo state mettendo a dura prova. Forse è meglio se qui non faccio più presentazioni. Questo entusiasmo merita la vittoria del campionato». Arriva Paletta come un fulmine. Giusto per ringraziare Oliverio, «l’unico amministratore che ci è stato vicino», che serve a tirare una frecciata a
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